APPUNTAMENTI
MERCOLEDI 22 FEBBRAIO ore 20.45 «LE DISMETRIE - ASPETTI FISICI, PSICHICI ED ENERGETICI»
In occasione del tema del mese, l'allineamento posturale, dedichiamo una serata all'approfondimento delle dismetrie valutandone gli aspetti fisici grazie alle competenze del fisioterapista Marco Motta, il cui prezioso intervento è già stato apprezzato lo scorso anno nelle lezioni riguardanti la postura, e gli aspetti psichici ed energetici con Gilda Giannoni. Incontro aperto a tutti i soci.


DOMENICA 26 FEBBRAIO
ore 11.00 «PRESENTAZIONE DEL MASTER GIOCAYOGA»

Ospiterà a partire da marzo il ben conosciuto Master per l'insegnamento dello Yoga ai Bambini dell'AIYB (Associazione Italiana Yoga Bimbi). Lorena Pajalunga, fondatrice dell'AIYB e coordinatrice del Master interverrà domenica 26 per presentare il corso rivolto a insegnanti, educatori, psicologi, laureati in scienze della formazione e dell'educaizone, insegnanti di yoga, operatori sociali. Incontro aperto a tutti.
L'ASSOCIAZIONE

Attiva dal 2005, Yogamarga nasce dalla volontà di creare uno spazio per lo yoga inteso come percorso di consapevolezza.
Dall'ascolto del corpo, attraverso il respiro, fino alla mente e alla psiche più profonda,il lavoro yoga è arricchito da seminari e incontri teorico - esperenziali con lo scopo di creare benessere a livello fisico, mentale, sociale e spirituale.

 


APPROFONDIMENTO DI FEBBRAIO 2012
LO YOGA E L’INTEGRAZIONE EMISFERICA

 

CONCETTI GENERALI SU COME FUNZIONA IL NOSTRO  CERVELLO
Il nostro cervello è diviso in due parti, dette emisferi, l’emisfero destro e l’emisfero sinistro, separati su tre lati da una profonda fessura. Essi sono collegati da un ponte chiamato corpo calloso, un fascio di fibre nervose che permette la comunicazione tra i due emisferi ma contiene un numero molto inferiore di neuroni (o circuiti cerebrali) rispetto quelli presenti in ciascuno di essi. Ecco perché la comunicazione tra i due emisferi può facilmente bloccarsi quando si è sotto stress o quando non si è allenati ad usare il cervello in modo integrato. La lettura, la scrittura, qualunque forma di apprendimento e molte altre attività di tipo fisico, come la danza o l’atletica, richiedono delle elaborazioni simultanee e un’integrazione delle procedure di entrambe le metà del cervello per essere utilizzate con successo. Ogni emisfero ha delle sue specifiche caratteristiche e funzioni ed è per questo che l’utilizzo di un solo emisfero rende le nostre capacità di apprendimento, e non solo, più difficoltose e addirittura incomplete.
L’EMISFERO SINISTRO è focale, analitico e consequenziale nel suo modo di procedere, osserva i dettagli e non si occupa dell’intero. Sta dentro agli schemi, è orientato nel tempo, è propositivo ed elabora. E’ conosciuto come il cervello “try” o cervello del linguaggio, controlla anche le funzioni muscolari motorie del lato destro del corpo. Combatte, si sforza, esercita un controllo cosciente, esprime l’io, è espressivo.
L’EMISFERO DESTRO è diffuso, olistico, e simultaneo o parallelo nel suo modo di procedere. Non sta dentro gli schemi, è in comunicazione con i sentimenti,  non emette giudizi e non ha nessuna paura, osserva l’immagine di fondo sintetizza il tutto e non si occupa dei particolari. E’ conosciuto come il cervello “reflex” o cervello intuitivo, controlla anche le funzioni muscolari motorie del lato sinistro del corpo. Ha reazioni automatiche, è inconscio e ricettivo.
C’è una relazione diretta tra le specifiche difficoltà di apprendimento e la mancanza di integrazione emisferica: quando ci sono delle difficoltà con l’apprendimento significa che le due metà del cervello non stanno lavorando assieme in una maniera integrata, e quindi c’è una preferenza generale per la procedura omolaterale. La procedura omolaterale si ha quando, o si usa troppo il cervello sinistro, e quindi non si ha la sufficiente capacità per elaborare l’immagine globale, e rilassarsi in un’esperienza d’apprendimento libera da stress;  o si utilizza troppo il cervello destro, e quindi non si ha sufficiente abilità per concentrarsi ed elaborare le informazioni in una forma logica. Può anche succedere che una persona stressata salti avanti ed indietro dall’emisfero sinistro a quello destro, senza passare le informazioni in modo incrociato da uno all’altro. Questa è una forma di compensazione stressante e non è la procedura integrata bensì è un processo chiamato parallelo. Nello stato di integrazione invece, si attinge pienamente alle risorse di entrambi gli emisferi, riuscendo così ad apprendere in modo più completo  e molto più efficace.
Oltre ad avere gli emisferi destro e sinistro collegati dal ponte del corpo calloso, ogni emisfero è diviso in un cervello anteriore ed uno posteriore. La linea divisoria passa attraverso il cervello in direzione quasi verticale, in linea con l’apertura dell’orecchio. Esiste una relazione tra la mancanza di integrazione emisferica e la dominanza del cervello posteriore sul cervello anteriore.
Il CERVELLO POSTERIORE può essere considerato come il cervello animale. Esso mantiene il controllo di tutte le funzioni di sopravvivenza. Il nostro centro di controllo primario è localizzato nella parte posteriore dell’emisfero dominante e può operare efficacemente anche quando gli emisferi destro e sinistro non sono integrati. Contiene le funzioni mnemoniche a lungo termine, tutte le nostre funzioni sensorie, e il controllo motorio muscolare per reagire agli input sensoriali. Con queste funzioni questa parte posteriore dell’emisfero dominante genera la nostra comprensione della realtà ed il nostro senso dell’ego dagli input sensoriali combinati con le informazioni immagazzinate nelle nostre banche della memoria, includendo le informazioni che provengono dalla prima infanzia e dalle esperienze prenatali. Le emozioni sono input sensoriali generate all’interno del cervello posteriore ed utilizzano le informazioni dai nostri magazzini di memoria a lungo termine. Il modo in cui interpretiamo le nostre sensazioni esterne dipende spesso da come noi ci sentiamo in quel momento. Più intenso è l’input e più  radicata sarà l’informazione nelle banche della nostra memoria a lungo termine. Quindi questi incidenti passati associati ai sentimenti emotivi intensi giocano un ruolo maggiore su come il centro di controllo posto nel cervello posteriore dominante osserva e reagisce a ciò che sta accadendo.
IL CERVELLO ANTERIORE può essere considerato come il cervello umano, il centro creativo. E’ il luogo dove avviene il nostro pensiero logico e razionale ed ha la capacità di sola memoria  a breve termine, quindi opera esclusivamente nel tempo presente senza preoccuparsi dei sistemi di credenza passati. Gli piace avere a che fare  con nuove idee e sperimentare nuove attività, e può lavorare effettivamente solo quando l’emisfero sinistro e l’emisfero destro lavorano assieme in una forma integrata. I ricercatori sono riusciti ad individuare delle funzioni specifiche nella parte posteriore del cervello, ma non sono riusciti a fare la stessa cosa per quanto riguarda la maggior parte delle aree del cervello anteriore. Quando queste aree generali vengono stimolate artificialmente, si registra una singola risposta specifica, la sensazione di luce, simile alle visualizzazioni di luci colorate che spesso si muovono in una forma caleidoscopica che si hanno a volte durante la meditazione.
Un principio neurologico è che il cervello funziona su delle basi di tutto o niente, quindi al comando può esserci il centro creativo del cervello anteriore o il centro di controllo del cervello posteriore dominante. Quando il centro creativo del cervello anteriore è al comando, il centro di controllo del cervello posteriore dominante è automaticamente inibito, e ciò permette una performance libera da stress, reattiva e razionale. Quando il nostro cervello cessa di operare in una forma completamente integrata e il centro di controllo del cervello posteriore dominante prende il comando, noi sperimentiamo stress emotivo, inabilità di coordinare efficacemente il linguaggio o attività muscolari, ed altre tendenze dislessiche. Vari tipi di stress (emotivi, chimici, strutturali, ambientali) sul corpo/mente interferiscono e peggiorano l’integrazione emisferica, più lo stress sale più l’integrazione esce.  Ci possono anche essere delle influenze ereditarie che provengono dallo sviluppo prenatale e/o dalla prima infanzia. Molte di queste influenze disturbanti continuano ad inibire la nostra abilità di usare l’elaborazione bi-emisferica anche da adulti.

COME LA CHINESIOLOGIA SCOPRE E CORREGGE L’OMOLATERALITA’

La chinesiologia applicata è un sistema di cura naturale che nasce negli anni sessanta negli Stati Uniti ad opera del chiropratico Georg Goodheart. Si tratta di un sistema di cura basato sulla lettura del linguaggio naturale del corpo umano, combinando principi della medicina tradizionale cinese con il test muscolare, utilizzato sia come metodo diagnostico che come terapia. Il chinesiologo opera utilizzando il modello educativo in cui si affronta ogni problema educando la persona all’autogestione della propria salute. E’ un metodo olistico in quanto tiene presente allo stesso tempo tutti gli aspetti dell’essere umano, le componenti della salute strutturali, nutrizionali e psicologiche, e fornisce i mezzi per valutare e correggere gli squilibri in tutte e tre le aree. L’uomo è considerato un tutt’uno, perché un problema che si manifesta, per esempio, a livello nutrizionale, si riflette sicuramente anche a livello strutturale ed emozionale. La sua vasta gamma di applicazioni, lega gli aspetti fisici a quelli emotivi e spirituali. La teoria kiropratica sostiene infatti che la salute viene dall’interno, che coloro che hanno una buona postura, con le varie parti del corpo che lavorano in rapporto corretto l’una con l’altra, godono di buona salute. L’intelligenza innata che governa il corpo è collegata all’intelligenza universale che governa il mondo attraverso il sistema nervoso, la spina dorsale, che è il sistema di governo di tutto il corpo e che funge da antenna. Il compito del kiropratico è di agevolare questa comunicazione, così che ne risulti migliorato il funzionamento del corpo, operando soprattutto appunto sulla spina dorsale. Quando la comunicazione è fluida, il corpo è in grado di curarsi da sé.
Lo strumento principale utilizzato dalla kinesiologia per determinare il tipo di trattamento occorrente e la sua efficacia, per ricevere informazioni sugli squilibri energetici, per comunicare con il sistema nervoso, è il TEST MUSCOLARE : consiste in una dolce pressione sui muscoli per notare la qualità di risposta o resistenza dei muscoli stessi. Quando il muscolo risulta scarico significa che la cosa testata è fonte di stress, invece quando risulta carico significa che la cosa testata elimina o aiuta ad eliminare lo stress. È attraverso il test muscolare che si può, secondo questa tecnica, scoprire se una persona utilizza la procedura integrata o quella omolaterale: lo si applica coinvolgendo prima il campo visivo ( si osserva una X, e si fa il test muscolare, dopo si osservano due linee parallele I I e si ripete il test), poi coinvolgendo la coordinazione motoria ( eseguendo un po’ di movimenti incrociati chiamati cross-crawl, e si fa il test muscolare,  dopo si eseguono un po’ di movimenti omolaterali e si ripete il test). Qualsiasi risultato esca dai test, vale la pena comunque eseguire la correzione per l’omolateralità: si tratta della rimodellazione Dennison.
Secondo il dott. Paul Dennison, abbiamo un iniziale preferenza per l’uso di un emisfero o l’altro del nostro cervello. Questa è la dominanza cerebrale innata. Da questa preferenza iniziale, man a mano che il sistema nervoso si sviluppa, si sviluppa anche la preferenza per l’uso di un occhio, una mano, un orecchio ed un piede. La struttura del sistema nervoso umano permette al cervello di funzionare al meglio quando esiste una lateralità per tutte le funzioni dell’elaborazione sensoriale.
Il profilo di dominanza di una persona è il profilo delle preferenze uniche del suo cervello per l’elaborazione delle informazioni. L’essere a conoscenza del proprio profilo di dominanza può aumentare la comprensione di qualunque difficoltà di apprendimento si possa incontrare o aver incontrato personalmente. Idealmente le preferenze della mano e dell’occhio dovrebbero essere le stesse e sul lato opposto della dominanza cerebrale. Questa particolare disposizione viene chiamata modello uniforme di dominanza e si suppone che sia meno incline degli altri tipi a difficoltà di apprendimento, in realtà non è sempre così. Altre disposizioni sono il modello misto o incrociato di dominanza, nel quale la mano e l’occhio sono su lati opposti, ed il modello bloccato nel quale l’occhio la mano e la dominanza cerebrale sono tutti nello stesso lato. Ognuno di questi modelli ha le sue particolari difficoltà e le sue particolari opportunità.  
La rimodellazione Dennison per l’omolateralità è una procedura di rieducazione per il sistema nervoso dove si devono coinvolgere i sistemi di alta priorità di sopravvivenza del tatto della vista e del movimento-propriocezione. Consiste nell’eseguire degli esercizi, da farsi dopo che il corpo avrà dato il consenso attraverso il test muscolare:

  1. fare il cross-crawl ( movimento dinamico in cui si sollevano contemporaneamente braccio e gamba opposta e si ripete subito dall’altro lato) con gli occhi rivolti all’insù e a sinistra per attivare l’emisfero destro.
  2. fare il movimento omolaterale (movimento dinamico in cui si sollevano contemporaneamente braccio e gamba destri e poi sinistri) con gli occhi volti in giù e a destra per attivare l’emisfero sinistro.
  3. eseguire la metafora integrativa: un’integrazione simbolica del movimento del tatto e della vista in cui si allargano bene le braccia e poi si portano lentamente le mani verso il centro del corpo mantenendole all’altezza degli occhi, fino ad unire le mani intrecciando le dita con i pollici incrociati. Si accresce l’efficacia di questa pratica respirando con calma rilassandosi e nello stesso tempo permettendosi di “sentire” che i due emisferi lavorano insieme.

Dopo aver eseguito la rimodellazione Dennison il cervello è riuscito ad imparare ad attraversare la linea mediana per lo scambio delle informazioni tra i due emisferi in modo integrato, quindi qualunque esercizio che segua questo schema ( quello del cross.crawl per esempio) sarà benefico perché permetterà di rinforzare il nuovo ed efficace sistema.

LO YOGA E L’INTEGRAZIONE EMISFERICA

Molti principi e alcune delle tecniche proposte dalla chinesiologia, le possiamo ritrovare anche nello  yoga. Per entrambi, ad esempio, è fondamentale lavorare sulla colonna vertebrale, portare attenzione al respiro, mantenere concentrata la mente, scaricare lo stress sia fisico che mentale. Per quanto riguarda l’integrazione emisferica, sono varie le pratiche yoga che lavorano sul cervello e che rinforzano il sistema integrato:
MOVIMENTO OCULARE E TRATAKA. Alcune ricerche fatte in America qualche anno fa, rivelano che i muscoli extraoculari comunicano, per mezzo di speciali circuiti nervosi, con il cervelletto, e forniscono importanti informazioni per la posizione, l’equilibrio ed il movimento. Quando si spostano gli occhi di fianco si attiva il lato opposto del cervello con un aumento del flusso sanguigno e delle onde di attività cerebrale. Anche in Inghilterra sono stati fatti alcuni studi in proposito che hanno dimostrato come il muovere gli occhi a destra e a sinistra per 30 secondi fa aumentare del 10% la capacità di memorizzare. Lo yoga propone da sempre delle tecniche di purificazione, i kirya o shatkarman (le sei azioni purificatrici ), tra i quali vi è il trataka, in particolare il iethru trataka, che è l’esercizio di seguire con gli occhi il dito che si muove in su in giù in diagonale, in avanti ed indietro. Un altro esercizio di yoga per gli occhi è il bhramari mudra, il gesto dell’ape, che consiste nel ruotare gli occhi tenendo ferma la testa come se si stesse seguendo un’ape che gira attorno al viso, si ripete 10 volte in un senso poi 10 nell’altro.
MUDRA DELLE MANI.  E’ molto interessante osservare quanto la metafora integrativa della rimodellazione Dennison abbia  in comune con i gesti delle mani (mudra) utilizzate nello yoga. Le mudra sono una combinazione di movimenti sottili che modificano lo stato d’animo, si possono definire atteggiamenti psichici ed emozionali, rendono più profonda la consapevolezza e la concentrazione. Dal punto di vista scientifico risultano essere un modo per influenzare i riflessi inconsci e i modelli comportamentali istintivi e primari. Ogni mudra ha effetti differenti sul corpo sulla mente e sul prana. La mano destra rappresenta il lato solare maschile e razionale, la mano sinistra rappresenta il lato lunare  femminile e istintivo, l’unire le mani davanti al petto con le dita incrociate crea una connessione incrociata e completa di energia, ed armonizza le attività dei due emisferi cerebrali.
ASANA. Lo scopo primario dello hatha yoga è quello di preparare il corpo alla meditazione ed il coinvolgimento mentale è estremamente importante in tutti gli asana. Ce ne sono alcuni che lavorano in particolar modo sulle cellule cerebrali, sulle facoltà mentali, migliorano la memoria e la capacità di concentrazione: le posizioni sulla testa e loro varianti come shirshasana e kapalasana, o di preparazione alle posizioni sulla testa come shashasana (lepre) e kakiniasana (corvo femmina); alcune posizioni capovolte, per esempio sarvangasana, viparita karianti; tutte le posizioni in piedi che coinvolgono l’equilibrio come tadasana (montagna), vrksasana (albero), garudasana (aquila), natarajasana (danza di Shiva) virabhadrasana III (eroe) .
In specifico, per l’integrazione emisferica, si è osservato che una volta eseguita la rimodellazione Dennison, risulta essere benefico qualunque esercizio che segua lo schema del cross-crawl (muovere contemporaneamente un’estremità superiore del lato destro del corpo e un’estremità inferiore del  lato sinistro, ritornare al centro per poi ripetere dall’altra parte ); questo movimento permetterà al cervello di rinforzare il suo nuovo ed efficace sistema. Molti asana eseguiti in modo dinamico, alternando un lato all’altro, rientrano meravigliosamente in questo schema, aiutando così  a mantenere il cervello  allenato ed integrato. Riporterò  qui di seguito alcuni esempi:

  • ekapadasana(posizione su un piede solo) con la variante di sollevare solo un braccio
  • vrksasana (posizione dell’albero) con la variante di portare al punto vita la mano opposta al piede sollevato.
  • gomukasana (posizione del musa di vacca) con la variante di scambiare le braccia e di non tirare al massimo la chiusura delle gambe e delle braccia.
  • ardha dhanurasana (posizione parziale dell’arco) con la variante di potare la mano al piede opposto e l’altra mano oltre la testa.
  • natarajasana (posizione di Shiva danzante) con la variante di portare la mano al piede opposto.

PRANAYAMA. Anche il pranayama, che è la tecnica attraverso la quale lo yoga ci insegna il controllo del respiro e quindi del prana, porta a stabilizzare le emozioni e a controllare la mente. In particolare l’anuloma viloma, oltre a lavorare sulla purificazione delle nadi e sulla riduzione delle tensioni emotive, dona tranquillità e porta ad armonizzare le attività neurali dei due emisferi cerebrali.

DHARANA. Dharana è la sesta pratica che Patanjali ci nomina tra le otto che compongono il Raja Yoga, consiste nel mantenere la mente concentrata su un solo punto, per esempio su uno yantra o su un mandala. Ci si può soffermare a fissare un solo particolare per poi cercare di ricostruire ad occhi chiusi, quindi mentalmente, tutta la figura; oppure al contrario passare dall’insieme al particolare. In questo modo si sperimenta la propria capacità di utilizzare l’emisfero sinistro e l’emisfero destro, di passare dall’uno all’altro, e ancora di utilizzarli in modo incrociato.

CONCLUSIONI
Molti di noi hanno in genere un basso livello di integrazione senza saperlo e senza nemmeno rendersi conto di tutte le difficoltà che questo sistema del nostro cervello comporta:  si pensi che il semplice camminare o correre e molte altre attività di apprendimento o di scrittura possono diventare faticosi e stressanti se non si è integrati, causando a volte frustrazioni e piccoli  insuccessi.
Il fare il cross-crawl e altri esercizi per migliorare l’attraversamento della linea mediana può non essere molto efficace in uno stato di omolateralità, perché queste pratiche rinforzano semplicemente il modello sbagliato che il cervello sta utilizzando. Quindi è indispensabile prima ripristinare il sistema integrato del cervello e poi praticare gli esercizi che richiedono un’attività incrociata dei due emisferi. Le occasioni che si hanno per accorgersi di non essere integrati e quelle per riuscire ad integrarsi sono davvero poche. Per questo ho sentito l’esigenza di fermarmi a riflettere sulle possibilità che lo yoga ci fornisce in questo campo, ed è stato molto interessante ; tutte le pratiche chi ci insegna lo yoga hanno lo scopo di portare “unione”, tra energia femminile ed energia maschile, tra prana e apana, tra corpo mente e spirito, e quindi indubbiamente anche unione e integrazione tra gli emisferi.    

di   Sara Mainente

 

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